Cookie Law: cosa dice la legge, come adeguarsi e quali siti lo devono fare

Nella giornata del 3 giugno 2015 è entrata in vigore in Italia la tanto discussa cookie law conformemente a quanto stabilito nel provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali dell’ 8 maggio 2014, recante “Individuazione delle modalità semplificate per l’informativa e l’acquisizione del consenso per l’uso dei cookie”.

Per iniziare è bene precisare che l’iniziativa del nostro Garante della Privacy non nasce dal nulla e non è altro che un atto dovuto di adeguamento della normativa Italiana a quanto disposto in sede europea: la cookie law, infatti, è un provvedimento nato a livello comunitario (direttiva 2009/136/CE) con l’intento di arginare la diffusione dei cosiddetti cookie di profilazione e dei connessi rischi per la privacy degli utenti di Internet.

Cosa sono i cookie

Un cookie è un piccolo file di testo che viene creato all’interno del computer di chi visualizza un sito web allo scopo di registrarvi alcune informazioni relative alla visita nonché di creare un sistema per riconoscere l’utente anche in momenti successivi; tale cookie, infatti, potrà non solo essere creato ma anche letto e modificato dallo stesso sito web che lo ha generato.

In pratica possiamo dire che i cookie sono una sorta di “memoria” attraverso la quale un sito web riesce a riconoscere uno specifico utente e ad associargli delle informazioni di varia natura e per differenti finalità.

E’ bene precisare che un sito Web può impostare un cookie sul browser dell’utente solo ed esclusivamente se le preferenze configurate per quest’ultimo lo consentono e che il browser può consentire a un determinato sito Web di accedere solo ed esclusivamente ai cookie da esso impostati e non a quelli impostati da altri siti Web in quanto, come detto, il cookie è un sistema di collegamento tra uno specifico sito web ed uno specifico utente.

Le diverse tipologie di cookie

Fortunatamente è lo stesso Garante della Privacy a rendersi conto che “non tutti i cookie sono cattivi”. Nel citato provvedimento dell’8 maggio 2014, infatti, il Garante identifica due macro categorie di cookie:

  • Cookie tecnici
    Si tratta di cookie normalmente trasmessi in prima persona dal gestore del sito per finalità strettamente connesse al buon e corretto funzionamento del sito stesso. Questa famiglia di cookie comprende:

    • Cookie di navigazione (o di sessione)
      Questi cookie sono necessari per garantire la normale fruizione del sito web e desi suoi servizi permettendo, ad esempio, di autenticarsi ad aree riservate o di effettuare un acquisto.
    • Cookie funzionali
      Questi cookie, pur non essendo essenziali, migliorano la funzionalità del sito in quanto consentono all’utente di esprimere delle preferenze persistenti circa alcuni aspetti della navigazione (ad esempio selezionare la lingua o memorizzare alcuni prodotti preferiti all’interno di un e-commerce).
    • Cookie di Analytics (o statistici)
      Sono considerati “cookie tecnici” laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito.
  • Cookie di profilazione
    Riprendendo la definizione data dal garante della Privacy i cookie di profilazione “sono volti a creare profili relativi all’utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell’ambito della navigazione in rete”.

Mentre per i cookie tecnici NON è richiesto alcun consenso preventivo da parte dell’utente (il sito web, cioè, può gestirli tranquillamente senza dover adempiere ad alcuna formalità), per i cookie di profilazione la normativa europea e italiana prevede che “l’utente debba essere adeguatamente informato sull’uso degli stessi ed esprimere così il proprio valido consenso”.

Chi deve adeguarsi alla “cookie law”

Abbiamo detto che, in teoria, non tutti i siti web sono tenuti ad adempiere alle prescrizioni della cookie law: se un sito non fa uso di cookie o utilizza esclusivamente quelli rientranti nella categoria dei “cookie tecnici” non è tenuto a fare alcunché.

Nella pratica, tuttavia, data l’enorme diffusione della abitudine di includere “strumenti esterni” all’interno dei siti web (come i già citati strumenti di statistica o i plugin del social network) l’adeguamento alla cookie law può considerarsi, di fatto, un obbligo generalizzato per la quasi totalità dei siti web esistenti.

Vediamo, di seguito, un elenco (ovviamente non esaustivo) delle situazioni in cui è sicuramente necessario adempiere agli obblighi previsti dalla cookie law:

  • il nostro sito incorpora annunci pubblicitari di Google Adsense, Criteo o di altri servizi di advertising;
  • il nostro sito incorpora sistemi di misurazione del traffico di terze parti come, ad esempio Google Analytics;
  • il nostro sito incorpora uno o più plugin sociali come, ad esempio, il pulsante “Mi piace” di Facebook o “Follow” di Twitter;
  • il nostro sito incorpora un sistema di terze parti per la gestione di commenti ai contenuti come, ad esempio, Facebook Comments o Disqus;
  • il nostro sito incorpora video di YouTube, Vimeo o altri content provider analoghi;
  • il nostro sito incorpora una mappa di Google Maps o altri servizi analoghi.

Se rientrate all’interno di una delle casistiche esposte siete tenuti ad adeguare il vostro sito alla cookie law.

Come risulta evidente, l’impatto della cookie law in Italia sarà davvero enorme in quanto ogni sito web, che non voglia rischiare di incorrere in sanzioni pesantissime, dovrà di fatto sottostare agli adempimenti previsti dalla normativa.

Conseguenze del mancato adeguamento agli obblighi previsti dalla “cookie law”

Il mancato e/o non corretto adeguamento alle disposizioni sancite dalla nuova normativa sui cookie può avere delle conseguenze davvero pesantissime. Il provvedimento dell’8 maggio 2014, infatti, prevede sanzioni amministrative salatissime da un minimo di 6.000 fino ad un massimo di 36.000 Euro per chi non è in regola.

Ancora peggiori le conseguenze dell’installazione di cookie di profilazione senza il consenso dell’interessato: in questo caso, infatti, la sanzione va da un minimo di 10.000 ad un massimo di 120.000 Euro. La mancata notificazione al Garante, infine, prevede una sanzione da 20.000 a 120.000 Euro.

Cosa prevede la normativa italiana

Il Codice in materia di protezione dei dati personali (anche detto Codice della Privacy) prevede, all’articolo 122 comma 1, che “l’archiviazione delle informazioni nell’apparecchio terminale di un contraente o di un utente o l’accesso a informazioni già archiviate sono consentiti unicamente a condizione che il contraente o l’utente abbia espresso il proprio consenso dopo essere stato informato (…)”.

In altre parole possiamo dire che l’utilizzo dei cookie all’interno di un sito web deve essere preventivamente accettato dall’utente, il quale deve esprimere il proprio consenso informato (tale consenso, come già detto, NON è necessario qualora un sito utilizzi esclusivamente “cookie tecnici”).

Particolarmente importante, nel contesto della normativa sui cookie, è il concetto di “informativa”: abbiamo detto infatti che prima di poter prestare validamente il proprio consenso, l’utente deve essere adeguatamente informato circa l’utilizzo che il sito fa dei cookie. Ciò, sempre secondo le disposizioni del garante, deve avvenire in due fasi distinte.

Mobilegeddon: Google penalizza i siti che snobbano gli smartphone

Da martedì 21 aprile, se il vostro sito web non è “mobile-friendly” potrete dire addio ad un buon posizionamento su Google e ci chiederete perchè improvvisamente il vostro sito sia finito in decima pagina. Il gigante della ricerca da parecchi mesi ci ha dato informazioni sul questo aggiornamento, Google ci ha costantemente avvertito in anticipo: questo aggiornamento causerà nuovi scenari di ricerca. ORANGESITE vi sensibilizza per offrire ai vostri visitatori un sito web utile e performante, al passo con le nuove tecnologie.

Photodigital

Il nuovo aggiornamento di Google cambia la ricerca online e dà precedenza ai siti che hanno una versione dedicata a smartphone e tablet. Molti temono danni economici anche rilevanti, tanto che si sta parlando di mobilegeddon, citando addirittura l’apocalisse biblica. Da oggi Google cambia, e potrebbero cambiare anche i risultati delle vostre ricerche. Il motore più usato al mondo infatti comincia a dare priorità ai siti ben ottimizzati per smartphone e tablet, penalizzando quelli che invece non hanno una versione dedicata ai dispositivi mobile – quando la si fa una ricerca da uno di essi.

Chi ha un sito web quindi farà meglio ad adeguarsi, se non l’ha già fatto. Non avere una versione mobile oggigiorno può diventare un problema davvero molto serio, perché significa essere penalizzati da Google, non essere trovati dai propri lettori e in ultima analisi perdere denaro.

Online il nuovo sito di Valwash

valwashL’ esperienza dal 1972, ha portato Valwash ad essere la realtà di oggi. Grazie agli investimenti costanti sostenuti negli ultimi 15 anni dispone della migliore tecnologia attuale sul mercato e della disponibilità di rispondere a tutte le possibili esigenze della propria clientela. nel soddisfare le esigenze dei clienti, la lavanderia industriale Valwash mostra particolare attenzione all’ambiente. La politica ecologica aziendale si fonda sul rispetto delle leggi e dei principi ecosostenibili, l’uso di opportuni e specifici detersivi con dosaggi mirati garantisce una sicura sanificazione della biancheria.

Cliente: Valwash S.r.l.
Sito web: www.valwash.it

Come creare un autoplay con un video di youtube

Per un mio progetto, avevo bisogno di inserire un video di youtube, ma non in  maniera classica, ma facendolo partire da solo “Autoplay” ed eliminando i comandi del player. Ecco come farlo.

La nostra esigenza è quella di inserire un video da Youtube in una nostra pagina internet, ma vogliamo farlo partire automaticamente quando la pagina viene caricata. Una volta trovato il video, clicchiamo il simbolo CONDIVIDI che si trova sotto il video, successivamente la voce “codice da incorporare” la vostra stringa di codice sarà uguale a questa:

<iframe width=”560″ height=”315″ src=”https://www.youtube.com/embed/tVYw2BkqMH0?rel=0” frameborder=”0″ allowfullscreen></iframe>

Alla fine dell’indirizzo internet del video, aggiungiamo ?autoplay=1 modificando quindi il codice come il seguente:

<iframe width=”560″ height=”315″ src=”https://www.youtube.com/embed/tVYw2BkqMH0?rel=0?autoplay=1” frameborder=”0″ allowfullscreen></iframe>

Ecco fatto ora il video nella nostra pagina partirà in automatico, senza dover premere il play centrale di Youtube.

Eliminazione comandi e barra avanzamento video

Un’altra funzione utile, per rendere il video più pulito e gradevole, è quella di eliminare i comandi e la linea di progressione del video, ma lasciando il logo youtube, ecco come fare.
Abbiamo sempre il nostro codice video, sempre in autoplay : <iframe width=”560″ height=”315″ src=”https://www.youtube.com/embed/tVYw2BkqMH0?rel=0?autoplay=1” frameborder=”0″ allowfullscreen></iframe> basta aggiungere &controls=0&showinfo=0 dopo ?autoplay=1 ed il gioco è fatto, rimane sempre e comunque la possibilità che se cliccate il video va in pausa e se ricliccate riprende, come potete vedere qui sotto:

Spero vi sia stato utile come “Tips and tricks” a presto con altre news!!!

Facebook dal 12 marzo ha eliminato i finti fan delle pagine

Facebook dal 12 marzo ha cominciato ad eliminare gli account inattivi, ovvero tutti quei finti profili creati al solo scopo di aumentare i fan delle pagine, che potrebbe significare un enorme calo nel numero dei “Mi piace” delle pagine fan di Facebook in tutto il mondo. Questa decisione è stata presa per garantire che i seguaci delle pagine fan siano veramente persone reali, ovvero utenti che vogliono davvero continuare ad avere un’identità all’interno del social network.

Il risultato: quando una pagina fan di un’azienda o di un marchio o qualsiasi altra effettuerà una campagna promozionale sul social network, otterrà risultati migliori perché gli utenti interessati dai messaggi sponsorizzati saranno persone reali e non finti profili inattivi.

Quindi tutte quelle pagine che hanno gonfiato il contatore di fan tramite pratiche non raccomandate, sicuramente nelle prossime settimane vedranno calare notevolmente il numero di fan, perchè quando Facebook disattiverà questi account inattivi ciò influirà sul contatore dei “Mi Piace” delle pagine fan.

fonte: gekissimo.net

Wetransfer utile per allegati troppo pesanti

L’invio elettronico di allegati di grandi dimensioni è un problema che capita spesso. Un allegato di posta elettronica non può superare delle dimensioni stabilite dal fornitore del servizio. Gmail, che è uno dei servizi email più generoso, non permette l’invio di allegati maggiori di 10 Mb.

Dobbiamo considerare, inoltre, che non è elegante inviare allegati pesanti, in quanto andiamo a rallentare l’utilizzo della mail del destinatario. Ormai la maggior parte degli utenti utilizza la posta su telefonini e tablet, e la ricezione di allegati di grandi dimensioni può, oltre che infastidire, incidere sulla quantità di dati scaricabili inclusa nel proprio abbonamento di telefonia mobile.

Per ovviare al problema possiamo utilizzare un servizio completamente gratuito, Wetransfer, che non richiede alcuna registrazione e che è tenuto in vita dalla pubblicità. E’ un servizio sicuro ed in alcun modo invadente: durante il suo utilizzo lo sfondo della pagina web cambia mostrando delle pubblicità. Nulla di fastidioso, anzi, le immagini sono molto belle. Possiamo inviare allegati per una dimensione totale di 2 Gb.

Per utilizzare Wetransfer devi aprire il tuo browser internet ed andare all’indirizzo www.wetransfer.com basterà inserire la mail del nostro destinatario, la nostra mail da cui spediamo i file, allegare il/i file inserire o meno un commento o un breve testo e cliccare invia, attendere il 100% del caricamento ed il gioco è fatto. Ci verrà anche inviata una mail di conferma che i nostri file sono stati scaricati dal destinatario della mial, tutto questo gratuitamente.